Cos'è il Problem-Solving Card Text (PSCT)

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Il Problem-Solving Card Text (abbreviato in PSCT) è il sistema con cui Konami scrive il testo delle carte di Yu-Gi-Oh! a partire dall’8 luglio 2011. Rispetto al testo discorsivo usato fino ad allora, il PSCT fissa un vocabolario e una punteggiatura con un significato tecnico preciso, così che un effetto si possa interpretare leggendo solo le parole stampate sulla carta in modo chiaro e logicamente coerente, senza dover andare a cercare un ruling specifico ogni volta che due carte interagiscono.

Perché il PSCT è necessario

Fino al 2011 il testo delle carte era scritto in un linguaggio pensato per essere scorrevole più che inequivocabile. Il problema è che frasi che sembravano simili finivano per descrivere effetti diametralmente opposti l’uno dall’altro: se un’azione era un costo o un effetto, se una condizione doveva restare vera anche al momento della risoluzione, se la carta stesse davvero scegliendo un bersaglio (dichiarando target) o solo selezionando qualcosa senza le conseguenze che il targeting comporta. Con il pool di carte ormai vicino alle 5.000, questo tipo di ambiguità smetteva di essere un dettaglio da manuale e diventava una fonte costante di dispute al tavolo.

Quasi 5.000 carte diverse: la dimensione raggiunta dal pool Yu-Gi-Oh! nel 2011, il motivo che Konami stessa ha indicato per aver reso necessario un testo più preciso.

Come è stato introdotto il PSCT

Konami ha presentato il PSCT nel 2011, decimo anniversario dell’arrivo di Yu-Gi-Oh! in televisione in Nord America, con una serie di articoli firmati da Kevin Tewart, all’epoca punto di riferimento Konami per lo sviluppo del gioco negli Stati Uniti, pubblicati sul sito di strategia legato alla serie animata allora in corso, Yu-Gi-Oh! 5D’s. Le prime stampe a usare la nuova sintassi sono arrivate con lo Starter Deck: Dawn of the Xyz, uscito l’8 luglio 2011, seguito a distanza di poche settimane dal primo booster a usarla, Generation Force, uscito ad agosto. Da quel momento ogni nuova carta e ogni ristampa hanno adottato il PSCT.

Come funziona il PSCT

Il PSCT si regge su una manciata di elementi ricorrenti: due segni di punteggiatura, il significato tecnico della parola “target”, due parole per introdurre una condizione, la distinzione tra costo ed effetto, la presenza o assenza di “puoi”, tre modi diversi di scrivere “una volta per turno” e le congiunzioni che legano due azioni tra loro. Ecco cosa significa ciascuno, con esempi reali tratti da carte del formato Edison.

Condizione, costo ed effetto

Il PSCT si regge su due segni di punteggiatura ricorrenti. I due punti separano una condizione di attivazione, quando o quante volte si può attivare la carta, da tutto ciò che segue. Il punto e virgola separa invece quello che si sceglie o si paga subito, al momento dell’attivazione (un costo, un bersaglio), da quello che succede davvero alla risoluzione, che può ancora non avvenire se nel frattempo qualcosa cambia.

Blackwing - Gale the Whirlwind mette in scena entrambi i segni in una riga sola: “Once per turn: You can target 1 face-up monster your opponent controls; that target’s ATK and DEF become half its current ATK and DEF.” I due punti chiudono la condizione (una volta per turno); il punto e virgola separa la scelta del bersaglio, che avviene subito, dal suo effetto reale, che si applica solo se quel bersaglio è ancora lì al momento della risoluzione. Se il bersaglio smette di essere valido prima della risoluzione, l’effetto non fa nulla; non è mai stato “negato”, semplicemente non ha più niente su cui applicarsi.

Segno Cosa separa
Due punti (:) La condizione di attivazione da tutto ciò che segue
Punto e virgola (;) Costo o bersaglio, scelti subito, dall’effetto, che si applica solo alla risoluzione

La parola “target”

Nel PSCT un “bersaglio” esiste solo se il testo usa letteralmente la parola “target”. Un effetto che sceglie, guarda o seleziona qualcosa senza quella parola non sta tecnicamente targettando, anche se nel linguaggio comune sembra la stessa cosa; e la differenza conta, perché molte carte negano o bloccano solo gli effetti che targettano.

Trap Dustshoot lo dimostra: “Activate only if your opponent has 4 or more cards in their hand. Look at your opponent’s hand, select 1 Monster Card in it, and return that card to its owner’s Deck.” Il verbo è “select”, non “target”: quello che sceglie in mano all’avversario non è tecnicamente un bersaglio, anche se nel linguaggio comune si direbbe che lo è.

Necrovalley mostra come funziona quando la regola è scritta bene. Il suo testo dice: “Gravekeeper’s monsters gain 500 ATK/DEF. Neither player can banish cards from GY(s). Negate any card effect that targets a card(s) in the GY.” Il terzo effetto usa “target” esplicitamente, quindi nega solo gli effetti che scelgono davvero un bersaglio nel Cimitero, non qualunque effetto che lo tocchi in qualche modo.

Il risultato dipende quindi da un solo dettaglio: se il singolo effetto dichiara target oppure no. Goyo Guardian e Red-Eyes Darkness Metal Dragon rianimano un mostro dal Cimitero senza dichiarare un target, quindi Necrovalley non li tocca. Call of the Haunted, invece, dichiara target per rianimare, quindi viene bloccata da Necrovalley.

Quando un effetto ha più di un bersaglio, anche la parola usata per richiamarli alla risoluzione ha un significato tecnico. “Quei bersagli” (those targets) controlla ogni bersaglio singolarmente: quelli ancora validi vengono colpiti, gli altri vengono semplicemente ignorati. “Entrambi quei bersagli” o “tutti e [N] i bersagli” (both those targets / all [N] targets), invece, richiede che siano ancora validi tutti quanti: se anche uno solo non lo è più, l’effetto non fa nulla a nessuno. “Esso” o “loro” (it / them), infine, non ricontrolla nulla alla risoluzione: quello che era stato scelto all’attivazione viene colpito comunque.

Mobius the Frost Monarch mostra il primo caso: “When this card is Tribute Summoned: You can target up to 2 Spell/Trap Cards on the field; destroy those targets.” Se uno dei due bersagli smette di essere valido, l’altro viene distrutto lo stesso. Pot of Avarice mostra il secondo: “Target 5 monsters in your GY; shuffle all 5 into the Deck, then draw 2 cards.” Qui servono tutti e 5 i mostri ancora nel Cimitero al momento della risoluzione: o vengono rimescolati tutti, o non ne viene rimescolato nessuno. Icarus Attack mostra il terzo: “Tribute 1 Winged Beast-Type monster, then target 2 cards on the field; destroy them.” Una volta scelti i due bersagli, vengono distrutti a prescindere da cosa succede loro nel frattempo.

Formula Comportamento alla risoluzione
“Quei bersagli” (those targets) Ogni bersaglio controllato singolarmente
“Entrambi/tutti quei bersagli” (both/all [N] targets) Tutto o niente
“Esso/loro” (it/them) Nessun ricontrollo

“If” e “when”

Il PSCT distingue due parole che nel linguaggio comune si userebbero come sinonimi. “When” introduce un evento puntuale: la carta può rispondere immediatamente solo a quell’evento, e se qualcos’altro si intromette prima nella sequenza, quell’evento smette di essere “l’ultima cosa successa” e la carta perde timing. “If” introduce invece una condizione che può restare vera per più momenti di gioco, quindi non fa mai perdere timing.

Solemn Judgment usa “when”: “When a monster(s) would be Summoned, OR a Spell/Trap Card is activated: Pay half your LP; negate the Summon or activation, and if you do, destroy that card.” Deve rispondere alla Summon o all’attivazione immediatamente dopo nella sequenza: se qualcos’altro si intromette prima che Solemn Judgment possa attivarsi, quell’evento smette di essere “l’ultima cosa successa” e la carta perde timing. Sangan usa invece “if”: “If this card is sent from the field to the GY: Add 1 monster with 1500 or less ATK from your Deck to your hand.” A differenza di un “when”, qui non serve che l’invio al Cimitero resti “l’ultima cosa successa”: il ruling Edison lo conferma, notando che si tratta di un effetto obbligatorio, senza alcun “you can”, e che gli effetti obbligatori come questo non perdono mai timing.

Parola Comportamento
When Evento puntuale: può perdere timing
If Condizione che resta vera più a lungo, o effetto obbligatorio: non perde mai timing

Costo pieno, effetto parziale

Il PSCT separa nettamente due momenti. Il costo va pagato per intero al momento dell’attivazione: se non può essere pagato esattamente come scritto, la carta non si attiva. L’effetto, invece, si risolve al meglio delle sue possibilità quando arriva il suo turno nella catena: se una sua parte diventa impossibile da eseguire, il resto va comunque avanti, a meno che non dipenda proprio da quella parte.

Future Fusion mostra bene la differenza quando in campo c’è Dimensional Fissure, “Any monster sent to the Graveyard is banished instead.” Il testo di Future Fusion dice che, durante il primo Standby Phase dopo l’attivazione, si mostra un mostro Fusion dall’Extra Deck e se ne mandano i materiali dal Main Deck al Cimitero: quell’invio al Cimitero è parte dell’effetto, non un costo. Con Dimensional Fissure attivo, i materiali finiscono banditi invece che nel Cimitero, ma l’azione di mandarli lì è comunque avvenuta; cambia il risultato, non il fatto che l’effetto abbia provato a farlo, e Future Fusion continua a risolversi normalmente. Se lo stesso invio fosse scritto come costo, invece, Dimensional Fissure impedirebbe del tutto l’attivazione, come succede con Honest: un costo che non può essere pagato esattamente come scritto rende la carta semplicemente non attivabile.

Honest mostra proprio questo caso. Il suo secondo effetto dice: “During the Damage Step, when a LIGHT monster you control battles (Quick Effect): You can send this card from your hand to the GY; that monster gains ATK equal to the ATK of the opponent’s monster it is battling, until the end of this turn.” L’invio al Cimitero, qui, sta prima del punto e virgola: è il costo, non l’effetto. Con Dimensional Fissure sul campo, mandare Honest dalla mano al Cimitero lo bandirebbe invece di mandarlo lì, e un costo che non può essere pagato esattamente com’è scritto, “to the GY” e non altrove, rende la carta semplicemente non attivabile. A differenza di Future Fusion, qui non c’è nessun effetto che possa comunque provare a risolversi: senza un costo pagato correttamente, Honest non entra nemmeno in catena.

Momento Regola
Costo Va pagato per intero, o la carta non si attiva
Effetto Si risolve per quanto può, anche se una parte diventa impossibile

Obbligatorio o facoltativo

La presenza o l’assenza di “puoi” (you can) prima di un’azione ne decide l’obbligatorietà. Se il testo dice “distruggi 1 mostro che il tuo avversario controlla”, quella distruzione avviene per forza quando l’effetto si risolve, ammesso che ci sia ancora qualcosa da distruggere. Se dice “puoi distruggere 1 mostro che il tuo avversario controlla”, chi controlla la carta decide al momento della risoluzione se applicarla, e può scegliere di non farlo anche avendo un bersaglio ancora valido. Dust Tornado combina le due cose nello stesso effetto: “Target 1 Spell/Trap your opponent controls; destroy that target, then you can Set 1 Spell/Trap from your hand.” La distruzione è obbligatoria, mentre il set successivo, introdotto da “then you can”, resta a scelta di chi controlla Dust Tornado, ed è comunque disponibile anche se la distruzione fallisse.

Testo Effetto
Con “you can” Facoltativo
Senza “you can” Obbligatorio

Una volta per turno, ma quale forma

“Once per turn” non è una formula sola: ne esistono almeno tre. Da sola, dopo i due punti, limita ogni copia della carta singolarmente, il cosiddetto soft once per turn: con più copie in gioco, l’effetto si può usare una volta a testa. Nella forma “You can only use this effect of ‘[Nome]’ once per turn”, invece, il limite è per nome, non per copia: vale una volta a turno in totale, anche con più copie in campo. Quando una carta ha più di un effetto, infine, “You can only use each effect of ‘[Nome]’ once per turn” limita ciascun effetto separatamente, uno per turno ciascuno, invece di trattarli come un blocco unico.

Blackwing - Gale the Whirlwind, già citata sopra, usa la prima forma: due copie possono attivare l’effetto nello stesso turno, una a testa. Rescue Cat usa la seconda: “You can only use this effect of ‘Rescue Cat’ once per turn”, che anche con due copie sul campo si attiva una sola volta a turno in totale. Ancient Fairy Dragon usa la terza: “You can only use each effect of ‘Ancient Fairy Dragon’ once per turn” limita i suoi due effetti in modo indipendente l’uno dall’altro.

Formula Limita
“Once per turn:” da sola Ogni copia singolarmente (soft once per turn)
“You can only use this effect of ‘[Nome]’ once per turn” Per nome, non per copia
“You can only use each effect of ‘[Nome]’ once per turn” Ciascun effetto separatamente

Le congiunzioni che collegano due azioni

Quando un effetto fa più di una cosa, la parola che collega le due azioni decide se succedono nello stesso momento o in sequenza, e se la seconda dipende dal successo della prima.

Congiunzione Ordine Se la prima azione fallisce, la seconda avviene comunque?
“A, then B” In sequenza No, B dipende da A
“A, and B” Nello stesso momento No, se una delle due non può risolversi l’intero effetto non fa nulla
“A, and if you do, B” Nello stesso momento No, B dipende dal successo di A
“A, also B” Nello stesso momento Sì, sono indipendenti
“A, also, after that, B” In sequenza Sì, sono indipendenti

Starlight Road incatena due di queste congiunzioni nello stesso effetto: “Negate the effect, and if you do, destroy that card, then you can Special Summon 1 ‘Stardust Dragon’ from your Extra Deck.” La distruzione dipende dalla negazione riuscita, “and if you do”; l’evocazione speciale di Stardust Dragon, introdotta da “then”, dipende a sua volta dalla distruzione. Se un passaggio fallisce, tutto quello che viene dopo fallisce con lui. Rescue Cat mostra invece “also”: “Special Summon 2 Level 3 or lower Beast monsters from your Deck, but their effects are negated, also they are destroyed during the End Phase.” L’annullamento degli effetti dei due mostri evocati e la loro distruzione a fine turno sono indipendenti l’uno dall’altro: nessuno dei due condiziona l’altro.

Perché il PSCT è importante per Edison

Il pool di Edison si chiude il 10 maggio 2010, più di un anno prima che il PSCT esistesse: nessuna carta legale in Edison è mai stata stampata in questo stile. Edison, in un certo senso, prende in prestito il PSCT dal futuro, e lo usa per leggere, con più di un decennio di ritardo, cosa quelle carte erano davvero destinate a fare.

Per chi gioca Edison, il PSCT serve soprattutto a capire l’intenzione con cui una carta è stata scritta: cosa deve succedere, in che ordine, e a quali condizioni. È lo strumento che permette di seguire la trama di una partita passo per passo, invece di indovinarla, eliminando il fattore di interpretazione che il testo pre-PSCT lascia aperto su ogni interazione un po’ più complessa.